La truffa, per un giro d'affari di oltre 10 milioni di euro, si sarebbe sviluppata in particolare nelle province di Pavia, Bergamo e Novara, coinvolgendo anche una ditta di Gravellona Lomellina
VIGEVANO: VINI DOC FASULLI O ADULTERATI, 10 IMPRENDITORI ARRESTATI  | | I carabinieri dei Nas hanno scoperto una truffa, con giro di affari di almeno 10 milioni di euro, di vini Doc e Igt adulterati. Coinvolta anche una ditta di Gravellona Lomellina |
Dieci persone sono state arrestate in Lombardia e in Piemonte dai Carabinieri del Nas per commercio e adulterazione di vini e mancato pagamento delle relative accise per quasi circa 7 milioni di euro. L'operazione, denominata «Red Wine», è stata condotta in diverse località della Lombardia e del Piemonte e ha portato alla scoperta di circa 3,5 milioni di bottiglie di vino adulterato. Ad essere coinvolti imprenditori di diverse aziende agricole e società di trasporto per i quali l'accusa e quella di associazione per delinquere transnazionale finalizzata alla frode in commercio e adulterazione di vini, oltre al mancato pagamento dell'Iva. L'operazione, coordinata dalla Procura di Vigevano, ha visto coinvolti un centinaio di Carabinieri dei Nas e dei comandi provinciali di Alessandria, Asti, Brescia, Bergamo, Cuneo, Novara, Pavia e Torino, in collaborazione con l'Agenzia delle dogane di Milano e il Servizio antisofisticazioni vinicole del Piemonte.
Da quanto è emerso dall'attività investigativa, sarebbero stati immessi sul mercato italiano e ingles prodotti enologici di bassissima qualità, spesso con valori al di sotto delle soglie minime previste dalla legge, proposti come prodotti a Denominazione di origine controllata o Igt. La truffa, per un giro d'affari di oltre 10 milioni di euro, si sarebbe sviluppata in particolare nelle province di Pavia, Bergamo e Novara, coinvolgendo una ditta di Gravellona Lomellina, una di Bagnatica (Bergamo) e una di Londra. Le bottiglie di vino «fasullo» o adulterato commercializzate sul mercato inglese per il primo periodo esaminato (circa 8 mesi) risulterebbero più di 3 milioni e mezzo. Su richiesta della Procura della Repubblica, il Gip di Vigevano ha disposto il sequestro preventivo dei beni degli indagati al fine di evitare fughe all'estero di beni e denari. Tra i beni sequestrati spiccano autovetture di lusso come Maserati, alcune Mercedes, Bmw, Audi (anche con targa estera), alcuni immobili e un'ingente quantità di denaro presso vari istituti di credito. Ai fini dell'indagine è risultata importante anche il contributo delle Dogane inglesi: altre persone sono state arrestate infatti nel Regno Unito.
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