Il consigliere regionale del Pdl: nessun taglio orizzontale acritico stile Renzi, il centrodestra deve riprendere la sua natura, i suoi valori, i suoi obiettivi per ritrovare il consenso dei suoi elettori
VITTORIO PESATO: FACCIO POLITICA, NON CHIAMATEMI ROTTAMATORE...  | | Vittorio Pesato vuole far voltare pagina al Pdl ma rifiuta l'etichetta di «rottamatore» |
Negli ultimi giorni le vicende relative al dibattito interno al PdL sono state caratterizzate da una inondazione di neologismi quali «Rottamatori», «Formattatori», «Seniores». Purtroppo come spesso accade dietro le parole ricercate e complicate si nasconde il vuoto di idee e di progetti. Il PdL ha perso il consenso, cioè i voti del proprio elettorato, per la semplice ragione che non ha saputo offrire una proposta politica adeguata che lo legano al proprio elettorato. Anzi ha tenuto in rapporto al Governo Monti un atteggiamento palesemente contradditorio tra gli atti di Governo ed i principi politici a cui si ispira. Circa l'espressione rottamiamo Monti appare evidente come si tratta di uno slogan sintetico ad effetto, per questo, sicuramente non mi si addice la definizione di Rottamatore alla mia azione politica.
Rottamatore per eccellenza è il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, il quale pensa che i problemi politici del suo partito, il Pd, si possano risolvere eliminando una intera classe dirigente su base anagrafiche. Forse la cosa nel Pd che come tutte le formazioni post comuniste è un po' affetta da sindrome di gerontocrazia può avere un senso. Non c'è certo se la si assume come strategia politica. Si tratta di un taglio orizzontale acritico, come se si dicesse eliminiamo dalla politica i biondi ed i bassi di statura. La situazione attuale di crisi dei partiti non è dovuta all'invecchiamento della classe dirigente bensì al progressivo affievolirsi della politica; il che ha trasformato quasi tutti i partiti in una sorta di melassa politica indistinta frutto di un continuo inseguimento neocentrista che ha fatto passare in secondo piano i contenuti.
I Partiti, intesi come li vuole la costituzione, insostituibili strumenti di democrazia, possono rinascere soltanto attraverso alla ripresa del confronto politico su temi concreti e su progetti di sviluppo. Per quanto mi riguarda e ci riguarda il centrodestra deve riprendere la sua natura i suoi valori i suoi obiettivi per ritrovare il consenso dei suoi elettori. Oggi la situazione da una parte appare confusa ma ha una sua intrinseca chiarezza: il centrodestra è nemico delle tasse finalizzate alla spesa pubblica, il centrodestra è nemico delle tasse e della burocrazia che legano l'iniziativa dell'impresa; il centrodestra è nemico di una politica che consenta che le decisioni per la nostra nazione vengano prese al di fuori dei nostri confini. Si tratta di tre principi sulle cui fondamenta si può sviluppare l'azione politica attenta ai bisogni del territorio, dei lavoratori e delle imprese.
Se si vuole trovare a tutti i costi una definizione possiamo dire che si tratta di una politica Neocon in quanto parte dai presupposti con i quali i Tories hanno affrontato i cambiamenti economici e nella quale si identificano anche gli Spagnoli prima di Aznar ed oggi Raioy e i Repubblicani Americani. Su queste basi inizia la nostra sfida per portare tutto il centrodestra su queste posizioni non ambigue e che possono vederlo tornare al consenso del suo elettorato ed alla vittoria e non so se questa è la strada che si propongono i formattatori.
Vittorio Pesato
Promotore Rete dei Patrioti
|