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  mercoledì 22 maggio 2013 ultimo aggiornamento: 19/5/2013 ore 22:43  
Alla richiesta del legale del medico psichiatra e sessuologo, accusato di falso ideologico, ha manifestato il proprio consenso il pm Marcello Maresca. La decisione dei giudici si saprà nella prossima udienza di luglio

MORTARA, EREDITA' MANTICA: IL MEDICO ROSSI CHIEDE IL PATTEGGIAMENTO
Marco Rossi, psichiatra e sessuologo, ha chiesto di patteggiare nell'ambito del procedimento che riguarda l'eredità Mantica
Marco Rossi, psichiatra e sessuologo, ha chiesto di patteggiare nell'ambito del procedimento che riguarda l'eredità Mantica

Si è svolta presso il tribunale penale di Vigevano la prima udienza del «processo dei due testamenti». Iscritto a ruolo per maggio 2012, il processo ha preso regolarmente il via alla data fissata. La vicenda è nota e fa riferimento alla maxi-eredità lasciata da Giovanna Mantica detta Rina ved. Crosignani, panettiera di Mortara, deceduta il 19 giugno 2010 ad 89 anni di età nella Casa di riposo Dellacà di Mortara per un tumore al cervello che da mesi aveva causato in lei effetti devastanti. L’eredità contesa consiste in oltre venti unità immobiliari, molte delle quali appartamenti, oltre ad ingenti depositi bancari e al valore di una cospicua donazione in titoli e denaro: complessivamente, secondo i risultati di una stima approssimativa, alcuni milioni di euro. Il patrimonio era stato accumulato dalla Mantica insieme con il marito Lino Crosignani, originario di Montù Beccaria, medico e farmacista, divenuto panettiere per amore di Rina.

La Mantica rilasciò il 10 novembre 2009 un testamento olografo al notaio Giovanni Pandolfi di Mortara, pubblicato il 14 luglio 2010, in cui istituiva eredi famiglie di parenti e, per una parte delle sue sostanze, una serie di beneficiari legati al mondo religioso e del volontariato. Ma il 27 luglio 2010 il notaio Paolo Sedino di Mortara, con studio in Garlasco, comunicava l’esistenza di un secondo testamento da lui redatto in data 27 marzo 2010, previa constatazione della capacità della Mantica di intendere e volere da parte del medico psichiatra e sessuologo Marco Rossi, mortarese, col quale la defunta devolveva la sua intera eredità ad Antonella Gardella, di 45 anni, agente di intermediazione immobiliare, di Mortara. Questo nuovo testamento, impugnato con esposto penale ed azione civile da parenti ed enti diseredati, ha avuto come testimoni alla stesura Nadia Amisano, mortarese, sedicente curatrice della Mantica e moglie di Gianni Bocca, già esponente di rilievo della Dc locale, diacono (o ex diacono?) della diocesi vigevanese e cavaliere mantellato bianco dell’ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e la figlia Giovanna Bocca.
 
Il gip ha rinviato a giudizio per circonvenzione di incapace la Gardella, la Amisano, 56 anni, e la figlia, 30 anni, nonchè il notaio Sedino, 71 anni. Il medico Rossi, 46 anni, assai conosciuto per i consigli che dà riguardo alle «gioie» del sesso su un settimanale nazionale di larga diffusione, deve invece rispondere dell’ipotesi di reato di falso ideologico per aver certificato nella sua veste professionale che le condizioni di salute della Mantica le consentivano di disporre senza disagi mentali dei propri beni. Due giorni prima aveva però attestato con un altro certificato che l'anziana signora presentava «demenza su base vasculopatica cerebrale». A sorpresa è stato portato alla sbarra anche Gianni Bocca, 63 anni, accusato di ricettazione per avere ricevuto in deposito dalla Gardella la somma di 249.500 euro in contanti ed averla custodita per una settimana nella propria abitazione.
 
Difende i vari imputati un pool di avvocati composto da Pietro Giorgis, Luigi Ferrari Bardile e Antonio Madeo di Vigevano e da Silvia Bonati di Mortara, mentre sostengono la parte civile gli avvocati Franco Colli e Valeria Ballanzino di Mortara e Alessandro Carrera di Mede. In aula, dopo gli adempimenti processuali di legge, l'avvocato Bonati ha avanzato istanza per conto del medico Rossi, ex direttore del centro psicosociale di Mortara, ora trasferitosi a Verona, perchè il suo assistito venga ammesso al patteggiamento della pena, a cui ha manifestato il proprio consenso il pm Marcello Maresca. Se la richiesta sarà accolta lo si saprà alla seconda udienza del processo, che si terrà fra circa un mese e mezzo, nel prossimo luglio. I restanti coimputati, rimasti senza lo scudo di quanto attestato dal medico al capezzale della Mantica, affronteranno il rischio del dibattimento.
 
Nel primo testamento in ordine di tempo la scomparsa aveva beneficato alcuni parenti e, in sede locale di Mortara, la parrocchia di San Lorenzo Martire, la Croce Rossa, l’associazione di anziani 3A e la Lega italiana contro i tumori. Parallelamente al processo penale si svolge e continua pure la causa civile, che ha condotto allo stato attuale del procedimento al sequestro di tutti i beni posseduti dall’erede universale Antonella Gardella.
Paolo Lanegra
 
 


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SANNAZZARO: 47ENNE MUORE AZZANNATO DAL CANE

Fausto Schiavi sbranato e ucciso dal cane che un amico da qualche tempo gli aveva lasciato in custodia. L'uomo ha chiamato il 118 dopo essere stato aggredito, ma i soccorsi sono stati inutili: è morto per le gravissime ferite riportate e per una forte emorragia

LA CASSAZIONE HA DECISO: PROCESSO A STASI DA RIFARE

La prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Paolo Bardovagni, ha accolto il ricorso della procura di Milano e dei genitori di Chiara Poggi, che chiedevano di annullare l'assoluzione accordata a Stasi. A questo punto sarà celebrato un appello-bis davanti ad un'altra sezione della Corte d'assise d'appello di Milano

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Sgominata una banda, composta da cittadini italiani, romeni e albanesi, che agiva prevalentemente in Italia, ma aveva una base anche in Romania dove venivano reclutate le giovani donne di diverse nazionalità da far arrivare nel nostro Paese e da sfruttare per le strade e non solo

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